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Convegno DISUGUAGLIANZE, CULTURE DELLA SALUTE E AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Categoria: Eventi

Negli ultimi venticinque anni si sono accentuate le diseguaglianze sociali tra paesi ricchi e paesi poveri, e anche all’interno degli stessi; questo fenomeno riguarda tutta l’area Ocse. Nei paesi dell’Unione Europea tale questione ha assunto sempre maggiore rilevanza, con profonde ricadute sulla salute dei cittadini, poiché si è tradotta in disuguaglianze sanitarie tra i vari gruppi socioeconomici e all’interno delle diverse regioni dell’UE. Questo tema è perciò uno dei problemi critici che l’Unione Europea deve affrontare, ponendo evidenti difficoltà al modello sociale europeo, in sofferenza per le politiche di “restringimento del welfare”, aggravate dalla crisi economica. In particolare l’Italia si segnala come uno dei Paesi con più diseguaglianze, tra quelli che nel secondo dopoguerra hanno vissuto un boom economico. Le politiche sanitarie, dunque, riflettono la struttura e anche la crisi del sistema italiano odierno, dove non solo persistono, ma si ripropongono, fratture storiche e significative diseguaglianze negli indicatori di welfare tra le diverse Regioni del Paese. L’Italia appare così frammentata: vi è un’enorme disparità tra Nord e Sud, sia in termini economici che sociali e sanitari, ma anche all’interno delle Regioni convivono centri di cura d’eccellenza e picchi di mediocrità.

Le disuguaglianze non sono solo sociali ed economiche, ma anche culturali. La circolazione delle idee, la diffusione dei nuovi media, la globalizzazione, i movimenti di popolazione e soprattutto i flussi migratori producono non solo nuovi modelli di società basati su un pluralismo multiculturale, ma anche differenti modalità di rapportarsi alla salute e di concepire stili di vita, malattia e relativi processi di cura, che si esplicitano pure nelle interazioni con i servizi sociosanitari.

Con questo Convegno si intende perciò proporre una riflessione su queste tematiche per collocare il dibattito sull’autonomia differenziata all’interno di tale articolato quadro: infatti, allo stato attuale, la sanità italiana è eterogenea, frammentata, divisa, eppure chiamata a dare risposte ai profondi mutamenti della società determinati dall’innalzamento dell’età media e dall’aumento delle patologie croniche e degenerative. Le politiche sanitarie dovrebbero perciò riuscire a porsi l’obiettivo di saper conciliare, pur rispettando le legittime aspirazioni regionalistiche, le forme di autonomia richieste dalle regioni, con il carattere pubblico e universalistico che contraddistingue il sistema sanitario italiano, grande conquista della nostra democrazia.